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Se è vero che il freelancer è il marketer di se stesso, quali sono gli errori da evitare per non finire nello stallo professionale?

 

Lavorare come freelancer, soprattutto agli inizi, richiede competenze che vanno ben oltre le proprie capacità di linguista. Saper gestire la propria attività, la propria immagine, capirne di contabilità ed essere costantemente aggiornati sul mondo intorno a noi è solo la punta dell’iceberg. Sbagliare in questa professione è molto facile, proprio perché si lavora da soli. Quali sono gli errori più comuni che il freelancer non dovrebbe assolutamente commettere? Vediamoli insieme.

1. Dire sempre di sì

 

A inizio carriera ogni freelancer tende ad accettare qualsiasi progetto in arrivo (di traduzione o interpretariato) pur di fare esperienza. Sebbene questo possa essere un buon metodo per “rompere il ghiaccio”, a lungo andare è importante chiedersi se non sia il caso di fare una scrematura tra progetti e clienti, tenendo conto del rapporto costi/benefici. Iniziare a selezionare è il primo passo verso la propria crescita professionale.

È inoltre fondamentale valutare gli incarichi in base alle nostre competenze: la reputazione del freelancer è il cardine del suo lavoro. Meglio rifiutare un incarico per cui non ci si sente pronti, piuttosto che rischiare una figuraccia professionale e perdere definitivamente un cliente.

 

2. Non usare i social

 

Ormai qualunque brand fa affidamento sui social network per la pubblicità. Il freelancer deve considerare la sua persona e i servizi offerti come un prodotto in vendita. Non utilizzare i social per parlare di sé e sponsorizzarsi equivale ad aprire un’attività, decidendo di non dirlo a nessuno. Come possono trovarci i clienti, se non sanno che esistiamo?

 

3. Non sfidare se stessi

 

Nella professione di freelancer è necessario saper uscire dalla propria comfort zone. È impossibile riuscire ad aumentare il numero di clienti, senza mai mettersi in gioco, arricchendo la propria offerta con nuove specializzazioni, imparando a usare nuovi software e offrendo nuovi servizi. In poche parole: chi si ferma è perduto (o resta senza lavoro).

 

4. Considerare solo le entrate

 

Essere freelancer è una professione in piena regola e, in quanto tale, deve essere remunerativa. Concentrarsi però solo sulle entrate e dedicarsi a una vera e propria “corsa all’oro” può essere sfiancante. Guadagnare è importantissimo, ma non deve consumare le nostre energie. È necessario comprendere quando è il momento di fermarsi e dire di no, per potersi ricaricare e ripartire più energici di prima.

 

5. Non investire

 

Ogni freelancer di successo dirà che investire è la chiave fondamentale per la crescita professionale. Acquistare CAT tools, ad esempio, è importantissimo per essere più veloci e competitivi sul mercato. L’investimento, inoltre, deve essere fatto anche su noi stessi: partecipare a eventi del settore o far parte di realtà associative specifiche è un ottimo modo per tenersi aggiornati, fare networking e confrontarsi con altri professionisti. Continuare a specializzarsi e studiare accrescerà la nostra offerta di servizi e le nostre competenze, rendendoci dei veri esperti.

Ci sono altri passi falsi che un freelancer dovrebbe evitare? Dì la tua lasciando un commento.

 

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